Nelle notti d’estate

.

caracalla

Nell’incanto delle notti estive

mi diletto a volte a immaginare

il cielo divertito che dall’alto

silenzioso osserva

piccoli angoli di mondo

a festa illuminati

.

Spicchi di terra

che senza indugio alcuno s’offrono

a chi i propri talenti al mondo dona

e anche se dalla terra

l’un dall’altro assai lontani appaiono

in effetti non lo sono

.

Uniti dalla volontà d’intrattenere

tra luci sfavillanti e applausi scroscianti

da cornice fanno agli interpreti

ma prima che il cielo la nuova esibizione scorga

la terra nuovamente

si fa silente, misteriosa e buia

.

Vento prezioso

di terra o di mare poco importa

ma anche qualche stella cadente

o aereo di passaggio

fanno da scenario naturale

al tempo limitato dello svago

.

E chi alla fine

di gioia ha sorriso all’esperienza

ma anche chi valuta

in maniera differente

spesso si rammenta di considerare

il grande impegno che c’è stato dietro

.

tiziana mignosa

agostoduemiladiciassette

 

note: quest’anno diverse volte ho assistito a degli spettacoli che d’estate vengono offerti ai turisti e agli abitanti di molte città italiane. In una di queste occasioni mi è venuto spontaneo immaginare il cielo che vedeva lo stesso spettacolo che stavo vedendo io ma dall’alto e che, data la sua posizione di vantaggio, rispetto a me, poteva assistere a tutti gli spettacoli che in quello stesso momento stavano avendo luogo in altri siti lì vicini ma anche in altre città. Luoghi  comunque accomunati dalla stessa magia che viene a crearsi in maniera naturale un po’ per la bravura degli interpreti ma anche per lo scenario suggestivo, complice la notte estiva con le sue folate di vento che sanno di terra o di mare, qualche stella cadente o un aereo che passa e inconsapevolmente distrae per un attimo qualche persona del pubblico. E intanto gli attori, i musicanti, i ballerini o chi per loro offrono il loro talento al mondo spettatore che si gode la loro esibizione spesso senza pensare a tutto l’impegno che c’è dietro.

 

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Abissi di malinconie

Mostra la malinconia del cuore

questo tramonto pallido

che tra l’estate e l’autunno

pare imbrigliato

 

Alberi alla deriva

detriti e rami secchi sulla spiaggia

residui di baldorie vissute

-o forse solo immaginate –

 

Sono solo la parte visibile

di questo frastuono

misto ad abissi di malinconie

che non proviene solo dal mare

 

E’ tempesta dentro e fuori

-eppure il sole tra le nuvole spunta-

e’ solo un attimo di cedimento

e sono già altrove

 

tiziana mignosa

settembre duemiladiciassette

L’Idea di te

Forse non sei tu a mancarmi

ma l’idea di te

che il sacco appesantisce

delle idee fallite

dimora dei concetti

che rimangono deserti

senza vento e acqua

.

Veli che il desiderio

dalla realtà allontanano

sorrisi come boccioli

appassiti senza aver conosciuto

il tepore che li avrebbe resi fiori

.

Percorsi

senza traguardi

che nel buio dell’incontro si ritrovano

diversi nella forma

eppure così affini

in quello che diventano

dopo aver scelto di slegare la magia

che la terra al cielo allaccia

.

Giardini

che a volte anche il paradiso indicavano

sopra rosee targhe ai bordi delle vie

e invece tra le lande

l’odore intenso di glicine e d’estate

hanno smarrito

.

E il gioco

la sua triste scena replica

dolce beatitudine

che sulla pesantezza annaspa

e mentre l’incertezza

tua

nella bramosia d’afferrare

il canto stridulo intona

mi smarrisco

 .

Ai miei occhi

pane e pietre

e tutto ciò che trovi

per te va anche bene

.

E mi rivedo ancora

graffio e vuoto

mentre piaceri appena intuiti

perdono luce e anche sostanza

e anche se vorrei solamente rimanere

nell’assenza che ti butto addosso

mi dissolvo

.

tiziana mignosa   marzo duemilatredici

 

La coccinella che non capiva

C’era una volta una coccinella mangiona, ma così mangiona che, in breve tempo, diventò una coccinella cicciona.

La povera coccinella era tanto golosa quanto triste nel vedersi goffa e pesante, ma non resisteva alla tentazione di imitare tutte le esili coccinelle che incontrava, sperando, segretamente, di diventare come loro.

Un bel giorno, mentre dormicchiava su una margherita arancione, si accorse di alcune coccinelle che saltavano di fiore in fiore; le trovò così belle che volle subito imitarle ma, al primo tentativo di volo, finì subito per terra.

Adesso la coccinella cicciona e copiona era pure ammaccaticcia e dolorante, ma aveva preso un’importante decisione: non avrebbe mangiato MAI più.

Di lì a qualche giorno, mentre se ne stava accoccolata accanto ad un azzurro laghetto, morta di fame, triste e sempre cicciona, vide altre coccinelle che galleggiavano allegramente su di una verde foglia.

Anche questa volta provò il desiderio grandissimo di imitarle e anche questa volta fallì in pieno: un grosso tonfo riempì l’aria e la povera coccinella si ritrovò, senza sapere come, nelle fredde acque del laghetto.

– ”AIUTO, AIUTO!!” – gridava tra le lacrime mentre, con il cuore in gola, cercava di arrampicarsi su di un fuscello che le porgeva la sua verde manina….

 

La coccinella si era salvata e dalla brutta esperienza aveva capito che non è giusto imitare le altre coccinelle in quanto ognuno è bello nella sua diversità.

“Bisogna essere se stessi e cercare di esserlo sempre nella maniera migliore, non copiando gli altri ma cercando di perfezionarci sempre di più.” – pensò felice mentre si asciugava le lacrimucce e correva felice verso tanto buon mangiare.

 

 

 note: non ricordo quando l’ho scritta; metto sempre la data ma stavolta non c’era…
Non fa niente, ciò che conta è il messaggio e non quando è stata scritta…

 

 

 

 

Le illusioni

Le illusioni sono bolle di sapone

che di gioia luccicano

e dopo scoppiano

lasciandoci coi punti di domanda e gli occhi

spalmati sul palmo delle mani

.

Castelli incantati

in controluce l’Amore cantano

sorrisi e allegria sbocciano

ma poi si sciolgono

gelati colorati sotto il sole

.

tiziana mignosa

maggio duemiladodici

Applausi e silenzi

Lesto è questo continuo ondeggiare

tra il grigiogiusto fare

e il successivo scivolare

.

Dolci scie di caleidoscopiche fantasie

che di vertigini svettano e subito s’inabissano

di luce e buio    prima e dopo

.

Una, come se fossi cento

annaspando nell’accorato vaneggiare

attentamente osservi il mondo

mentre tra il tutto e te

t’ostini ancora a inventare

ciò che ti sfugge e non riesci ad afferrare

.

Niente, sei niente senza Amore

e di sospiri sopravvivi

col corpo qui e con la mente altrove

.

Sullo scosceso palco della vita

sorrisi indossi e tacchi a spillo

ma dall’apparenza fuggi

e senza trucchi né merletti

languidi aquiloni cerchi

.

Delicati desideri di carta e vento

applausi e vanità prima

poi,    solo silenzio

 .

tiziana mignosa

aprile duemilanove

 

A contar stelle

In questa notte di stelle

flebile affiora

l’indelebile traccia

lieve soffio

sulla nostalgica pelle

.

Intanto la vita scorre setacciando

stralci d’emozioni a gocce

palpita e si consuma

sui dissonanti lidi

del cinereo tempo

.

Su queste note languide

brezza senza cuore è la carezza del ricordo

pensiero senza tempo

vacilla in questa notte spoglia

tra i sofferti intrecci della mente

.

Solca in cielo un’altra scia di luce

attimo di gioia

figlio unico dell’ultimo perché

implorato sottovoce

sull’ amara concretezza dei frantumati sogni

.

tiziana mignosa

agosto duemilaotto

.

Note: alla magica notte di San Lorenzo